Don Mario Tomaselli, storico Preposito della Chiesa Madre di Nicolosi
Don Mario Tomaselli (Nicolosi, 24 agosto 1839 – 6 gennaio 1910) fu una delle figure religiose più significative della storia di Nicolosi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Nominato Preposito della Chiesa Madre nel 1880, guidò la comunità parrocchiale per circa trent’anni, accompagnandola attraverso un periodo segnato da terremoti, trasformazioni sociali e dalla drammatica eruzione dell’Etna del 1886.
A lui sono legati importanti interventi sulla Chiesa Madre di Nicolosi, il rilancio del culto di Sant’Antonio di Padova e una delle iscrizioni più rappresentative della memoria storica del paese, realizzata dopo il ritorno della popolazione a Nicolosi in seguito allo sgombero del 1886.
Nascita: Nicolosi, 24 agosto 1839
Morte: 6 gennaio 1910
Incarico: Preposito della Chiesa Madre di Nicolosi
Nomina: 1880
Periodo alla guida della Chiesa Madre: circa trent’anni
Padre: Giovanni Tomaselli, ebanista
Fratello: Salvatore Tomaselli, medico e docente universitario
Evento storico: eruzione dell’Etna del 1886
Don Mario Tomaselli e la Chiesa Madre di Nicolosi
Mario Tomaselli nacque a Nicolosi il 24 agosto 1839, figlio dell’ebanista Giovanni Tomaselli. Era fratello di Salvatore Tomaselli, illustre medico nicolosita che sarebbe diventato docente e rettore dell’Università degli Studi di Catania.
Nel 1880 Don Mario Tomaselli venne nominato Preposito della Chiesa Madre. Al suo arrivo trovò l’edificio in condizioni che richiedevano importanti interventi e durante gli anni successivi si impegnò nella sua sistemazione e nel rafforzamento della vita religiosa della comunità.
Alla sua attività viene ricondotta anche la ripresa e la valorizzazione del culto di Sant’Antonio di Padova, Patrono di Nicolosi.
Il fratello maggiore di Don Mario, Salvatore Tomaselli (1830-1906), fu uno dei più importanti medici siciliani dell’Ottocento e ricoprì la carica di Rettore dell’Università degli Studi di Catania dal 1891 al 1895.
Gli anni difficili tra terremoti ed eruzioni
Gli anni compresi tra il 1883 e il 1886 furono particolarmente difficili per Nicolosi. Il territorio fu interessato da fenomeni sismici e, soprattutto, dalla grande eruzione dell’Etna del maggio-giugno 1886, durante la quale la colata lavica avanzò pericolosamente verso il centro abitato.
Di fronte all’avvicinarsi della lava, le autorità disposero lo sgombero di Nicolosi. Don Mario Tomaselli ebbe un ruolo centrale nell’assistenza spirituale della popolazione in quei giorni, insieme alle altre autorità religiose che raggiunsero il paese, tra cui l’Arcivescovo di Catania Giuseppe Benedetto Dusmet.
La colata si arrestò prima di raggiungere il centro abitato e il 13 giugno 1886, giorno dedicato a Sant’Antonio di Padova, gli abitanti poterono fare ritorno a Nicolosi.
L’eruzione del 1886 rappresenta uno degli episodi più importanti della storia moderna di Nicolosi. L’avanzata della lava provocò l’evacuazione del paese e lasciò una profonda traccia nella memoria religiosa e popolare della comunità.
L’iscrizione del 1886 nella Chiesa Madre
A Don Mario Tomaselli si deve una delle testimonianze più suggestive di quegli avvenimenti. Dopo il ritorno della popolazione, il Preposito dettò l’iscrizione latina destinata all’abside dell’altare maggiore della Chiesa Madre:
DIE 31 MAI
IGNIS ARDENTIS AETNA NOS DISPERSIT
DIE 13 JUNII
FESTO PENTECOSTES
IGNIS SPIRITUS SANCTI CONGREGAVIT
A.D. 1886
Giorno 31 maggio
l’ardente fuoco dell’Etna ci disperse.
Giorno 13 giugno,
festa di Pentecoste,
il Fuoco dello Spirito Santo ci riunì.
Anno del Signore 1886.
L’iscrizione sintetizza il profondo rapporto tra la popolazione di Nicolosi, la fede religiosa e l’Etna. Rimase visibile nell’abside dal 1887 al 1947 e, in occasione dei successivi lavori di restauro della Chiesa Madre, venne nuovamente ricollocata nel luogo per il quale era stata originariamente pensata.
Ancora oggi costituisce una delle testimonianze più significative della memoria dell’eruzione del 1886.
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La facciata della Chiesa Madre
Un altro importante intervento legato al Preposito Tomaselli riguardò l’aspetto architettonico della Chiesa Madre.
Nel 1884 venne realizzata la sobria facciata in pietra bianca di gusto neoromanico, caratterizzata al centro da una bifora. L’intervento contribuì a definire l’aspetto esterno della chiesa durante il lungo periodo in cui Tomaselli ne guidò la comunità.
L’eredità di Don Mario Tomaselli
Don Mario Tomaselli morì il 6 gennaio 1910, dopo circa trent’anni trascorsi alla guida della Chiesa Madre di Nicolosi.
La sua figura rimane strettamente legata alla storia religiosa e civile del paese: al restauro della Matrice, al culto di Sant’Antonio di Padova e soprattutto alla memoria dell’eruzione del 1886, uno degli avvenimenti che più profondamente hanno segnato l’identità della comunità nicolosita.
Testo originario a cura del Dott. Giuseppe Mazzaglia, Assessore alla Cultura e ai Beni Culturali, tratto dall’opuscolo realizzato dal Comune di Nicolosi e dalla Parrocchia Spirito Santo in occasione della riapertura della Chiesa Madre dopo il terremoto del 20 aprile 2008. Nicolosi, 18 dicembre 2010.
