Cristoforo Montesanto: il capo delle guide dell’Etna a Nicolosi

Cristoforo Montesanto (1856–1945) fu capo delle guide dell’Etna dal 1888 e mantenne l’incarico per oltre trent’anni. La sua attività è strettamente legata a Nicolosi, centro di organizzazione delle ascensioni sul versante meridionale del vulcano.

Le notizie conservate nella storia della sezione catanese del Club Alpino Italiano permettono di seguirne il lavoro attraverso episodi concreti: i rapporti con il sodalizio, la cura dei rifugi e la custodia di materiali nella propria abitazione. Ne emerge una figura radicata nella vita del paese e nei servizi che rendevano possibile il viaggio sull’Etna.

Cristoforo Montesanto in breve

Anni di vita: 1856–1945, secondo la storia del CAI di Catania.
Attività: guida dell’Etna.
Incarico: capo delle guide dal 1888, per oltre trent’anni.
Legame con Nicolosi: abitazione e attività nell’organizzazione locale delle ascensioni.
Altri compiti: collaborazione con il CAI per i rifugi del vulcano.

La nomina a capo delle guide nel 1888

Nel 1888 Montesanto, allora trentaduenne, subentrò a Gaetano Rizzo alla guida del corpo delle guide. Il servizio, inizialmente concentrato a Nicolosi, stava estendendosi ad altri centri etnei.

Il 9 settembre dello stesso anno, a Nicolosi, furono consegnati i libretti a guide, allievi e portatori. La lunga permanenza di Montesanto nell’incarico lo colloca fra i protagonisti di questa organizzazione professionale.

Nicolosi e il mestiere di guida

Le ascensioni richiedevano una preparazione accurata. Il primo regolamento e tariffario delle guide pubblicato dal CAI nel 1877 disciplinava già accompagnamento, spese e pernottamenti. Per le salite senza luna piena era previsto anche un giovane incaricato di portare la lanterna.

Le guide disponevano di un numero identificativo e di un brevetto sul quale il viaggiatore poteva annotare il proprio giudizio sul servizio ricevuto. È il contesto professionale nel quale si inserì l’attività di Montesanto: esperienza della montagna e responsabilità verso chi la percorreva.

Una tradizione di lavoro nicolosita

La storia delle guide permette di conoscere le persone che accompagnarono generazioni di visitatori sull’Etna. Per il secolo precedente, un’altra figura documentata è Biagio Motta, detto “il Ciclope” →

La sua abitazione e il locale del CAI a Nicolosi

Un episodio del 3 dicembre 1905 documenta il rapporto quotidiano di Montesanto con la sezione. Dopo essersi procurato un piccolo locale a Nicolosi, il CAI deliberò di arredarlo e di trasferirvi gli oggetti del sodalizio fino ad allora conservati nell’abitazione del capoguida.

Questo dettaglio restituisce una dimensione concreta della sua presenza nel paese: la casa partecipava alla vita organizzativa del servizio, prima che i materiali trovassero posto nel nuovo locale.

Il lavoro per la Casa Meteorico-Alpina

Montesanto collaborò anche ai lavori della Casa Meteorico-Alpina, poi conosciuta come Casa Cantoniera. Nel 1898 aiutò il CAI ad aggiungervi una piccola stalla e rimase per oltre vent’anni il principale interlocutore della sezione per i problemi della struttura.

La storia del CAI lo ricorda inoltre fra i custodi del rifugio ospitato nell’Osservatorio dell’Etna. L’attività delle guide comprendeva dunque anche la presenza e il lavoro nei luoghi destinati ad accogliere gli escursionisti in quota.

Il telegramma sull’incendio del 1922

Nel 1921 Montesanto risultava ancora capoguida, affiancato dal vicecapoguida Alfio Barbagallo. Il 17 luglio 1922 inviò un telegramma per comunicare al CAI che la Casa Cantoniera era stata distrutta da un incendio.

La notizia segna un momento difficile nella storia dei rifugi etnei e documenta ancora una volta il suo ruolo di collegamento fra la montagna e la sezione catanese.

Cristoforo Montesanto nella storia di Nicolosi

Ricordare Montesanto significa dare spazio al lavoro delle persone del luogo. Accanto ai racconti dei viaggiatori, gli atti del CAI conservano tracce di un’attività fatta di incarichi, attrezzature, manutenzioni e comunicazioni.

È attraverso queste testimonianze che il suo profilo entra nella storia di Nicolosi: una storia nella quale l’accoglienza dei visitatori dipendeva anche dalla continuità e dalla competenza delle guide.

Nicolosi, paese delle guide

Il rapporto con le ascensioni sull’Etna è una parte della storia della comunità. Approfondisci la storia di Nicolosi →

Da scoprire a Nicolosi: il Palmento Montesanto

Per approfondire la storia del lavoro e delle tradizioni locali, merita attenzione anche il Palmento Montesanto, donato al Comune dalla famiglia Montesanto e accessibile dal Parco Comunale Giuseppe Anselmi. Al suo interno sono esposti strumenti e oggetti della vita rurale del territorio etneo. Scopri il Palmento Montesanto →

Fonti e approfondimenti

  • CAI – Sezione di Catania, Dal 1876 al 1882: regolamento delle guide e rifugio presso l’Osservatorio.
  • CAI – Sezione di Catania, Dal 1883 al 1893: nomina di Montesanto, anni di vita e collaborazione per la Casa Meteorico-Alpina.
  • CAI – Sezione di Catania, Dal 1902 al 1924: abitazione, locale di Nicolosi e telegramma del 1922.

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