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giovedì, Giugno 30, 2022

Abbiamo perso un “mi piace”, ma l’audience non è tutto

Qualcuno ci ha accusati – senza mezzi termini – di essere la “pagina dei fedeli del paesino”, tanto da sembrare un “club parrocchiale”.

Perché se la pagina Nicolosi (e, dunque, Nicolosi) sono davvero questo “siamo messi male”.

E già, perché “il medioevo dovrebbe essere un lontano ricordo”.

Queste affermazioni gratuite offendono profondamente il paese di Nicolosi e i nicolositi tutti (oltre lo staff della pagina).

Perché dovremmo essere messi male?

Questa pagina si occupa di Nicolosi, della sua gente e delle sue tradizioni.

La religione è da sempre stata una componente importante della comunità nicolosita: ne rappresenta un tassello identitario.

Senza i suoi monumenti, senza l’arte delle sue chiese, senza la fede, Nicolosi sarebbe già scomparsa sotto la cenere da centinaia di anni.

Già il principe Moncada aveva progettato di spostare il paese a valle: trasformandoci così in coloni senza radici, senza storia.

Ma un parroco (can. Macrì) facendo leva sulla nostra fede, sulle nostre usanze, sulla nostra “NICOLOSITÀ” ci ha tenuti uniti, qui sull’Etna.

A nostro avviso, dunque, è giusto documentare tutto quello che riguarda questo nostro sentimento nicolosita, per custodirlo e proteggerlo: religione compresa.

E proprio per questo nostro impegno, chi non è di Nicolosi osa criticarci: parlare di chiesa, parlare di santi, pubblicare foto delle nostre feste gli dà fastidio.

Sì, perché Nicolosi è molto carino e deve vendere turismo, non deve avere un’identità. Nicolosi è un mercato, non una comunità di persone.

Umberto Eco affermava che «Noi siamo la nostra memoria».

Ora, sta a noi decidere se difendere questa nostra memoria, o se spogliarci di tutto per metterci in vetrina e compiacere a chi, di noi e di Nicolosi, non importa nulla.

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