Antonio Contarino, capo delle Guide dell’Etna di Nicolosi nel 1877

Antonio Contarino fu una delle figure protagoniste della nascita del moderno servizio delle Guide dell’Etna a Nicolosi. Il suo nome compare nel primo gruppo organizzato nel 1877 dalla Sezione di Catania del Club Alpino Italiano, dove è indicato come capo delle “Guide Etnee”, gli accompagnatori ritenuti idonei a condurre i viaggiatori nelle alte regioni del vulcano fino alla sommità del Cratere Centrale.

Di Antonio Contarino conosciamo pochi dettagli biografici personali, ma il ruolo documentato che ricoprì permette di collocarlo in un momento fondamentale della storia dell’escursionismo etneo: quello nel quale l’antica tradizione delle guide locali di Nicolosi cominciò a trasformarsi in un servizio regolamentato e riconoscibile, dotato di tariffe, divise, distintivi e precise regole di comportamento.

Antonio Contarino in breve

Epoca: seconda metà del XIX secolo
Località: Nicolosi
Attività: guida dell’Etna
Ruolo documentato: capo delle “Guide Etnee” nel gruppo organizzato nel 1877
Compiti: accompagnamento nelle alte regioni dell’Etna fino alla sommità del Cratere Centrale
Altra attività: componente anche del gruppo delle “Guide pei Monti Rossi”
Importanza storica: protagonista della prima organizzazione regolamentata delle guide etnee di Nicolosi

Nicolosi, porta dell’Etna nell’Ottocento

Nel corso dell’Ottocento Nicolosi rappresentava il principale punto di partenza sul versante meridionale per le ascensioni all’Etna. Viaggiatori, naturalisti, geologi, scrittori e semplici curiosi raggiungevano il paese prima di intraprendere il lungo percorso verso le zone sommitali.

Le condizioni erano completamente diverse da quelle attuali. Non esistevano strade capaci di condurre rapidamente verso le quote più elevate, né impianti di risalita o moderni sistemi di comunicazione. Per raggiungere il cratere era indispensabile affidarsi a persone che conoscessero profondamente il territorio, i sentieri, le lave e i pericoli della montagna.

Da questa necessità era nata nel corso dei secoli una vera tradizione di guide locali di Nicolosi, alla quale appartennero uomini che accompagnarono sull’Etna alcuni dei più importanti viaggiatori europei.

Dalle antiche guide al servizio organizzato

Prima della regolamentazione del Club Alpino Italiano, l’attività delle guide etnee si fondava soprattutto sulla conoscenza tramandata localmente e sull’esperienza personale. Con l’organizzazione avviata negli anni Settanta dell’Ottocento il servizio assunse progressivamente caratteristiche più moderne: regolamento, tariffe ufficiali, riconoscimento delle guide e strumenti per consentire ai viaggiatori di identificarle.

La nascita della Sezione di Catania del Club Alpino Italiano

Un passaggio fondamentale avvenne con la nascita della Sezione di Catania del Club Alpino Italiano. La nuova organizzazione rivolse immediatamente particolare attenzione all’Etna e alla necessità di migliorare le condizioni nelle quali venivano effettuate le ascensioni.

Nel 1876 la Sezione stipulò con la famiglia Gemmellaro un accordo per poter utilizzare la storica Casa degli Inglesi, conosciuta anche come Casa Etnea, situata nell’alta montagna e destinata a offrire un ricovero ai viaggiatori diretti verso il cratere.

Il passo successivo riguardò proprio le guide. Occorreva trasformare un servizio fino ad allora legato principalmente all’esperienza e alla reputazione personale in un’attività regolata da criteri comuni.

Il regolamento delle Guide dell’Etna del 1877

Nel 1877 la Sezione di Catania del Club Alpino Italiano predispose il primo regolamento per le guide e i portatori dell’Etna. È in questo momento che il nome di Antonio Contarino assume particolare importanza.

Le guide di Nicolosi vennero organizzate in gruppi distinti sulla base dei percorsi per i quali erano considerate idonee. Il gruppo principale prese il nome di “Guide Etnee” ed era formato dagli uomini autorizzati ad accompagnare i viaggiatori nelle zone più elevate della montagna fino alla sommità del Cratere Centrale.

Antonio Contarino capo delle “Guide Etnee”

Nel primo gruppo organizzato nel 1877, Antonio Contarino è indicato come capo delle Guide Etnee. Accanto a lui figuravano Giuseppe Gemmellaro, Antonino Carbonaro, Salvatore Consoli, Giuseppe Anastasio, Vincenzo Costanzo, Antonio Leonardi, Alfio Leonardi, Antonio Gemmellaro, Pietro Galvagno e Salvatore Gemmellaro.

Si trattava delle guide considerate idonee all’accompagnamento nelle alte regioni dell’Etna e fino alla sommità del grande Cratere Centrale. Essere posto a capo di questo gruppo testimonia il ruolo che Contarino aveva acquisito nell’ambiente delle guide di Nicolosi.

Le prime “Guide Etnee” organizzate nel 1877

Antonio Contarino – capo delle guide
Giuseppe Gemmellaro
Antonino Carbonaro
Salvatore Consoli
Giuseppe Anastasio
Vincenzo Costanzo
Antonio Leonardi
Alfio Leonardi
Antonio Gemmellaro
Pietro Galvagno
Salvatore Gemmellaro

Le Guide dei Monti Rossi

Accanto alle Guide Etnee venne istituito un secondo gruppo, denominato “Guide pei Monti Rossi”. Il loro campo d’azione era più limitato e comprendeva principalmente l’accompagnamento dei visitatori da Nicolosi fino alla sommità dei Monti Rossi, i celebri coni vulcanici formatisi durante la grande eruzione del 1669.

Il capo di questo secondo gruppo era Salvatore Carbonaro. Nell’elenco figurava però ancora una volta Antonio Contarino, insieme a Gaetano Rizzo, Salvatore Chitè, Giuseppe Anastasio, Carmelo Chitè e Nunzio Contarino.

La presenza di Contarino in entrambi i gruppi conferma la sua esperienza sia nelle escursioni verso le alte quote dell’Etna sia negli itinerari più brevi legati al territorio immediatamente circostante Nicolosi.

Divisa, cappello e distintivo: nasce la guida moderna

Il nuovo regolamento segnò la fine di una fase nella quale il viaggiatore doveva affidarsi soprattutto alla reputazione personale dell’accompagnatore. Le guide riconosciute dal Club Alpino Italiano vennero progressivamente dotate di divisa, cappello e distintivo identificativo.

Le fonti del CAI ricordano anche l’utilizzo di una placca di rame numerata applicata al berretto. Al termine dell’escursione la guida poteva presentare al viaggiatore il proprio brevetto, sul quale quest’ultimo aveva la possibilità di dichiarare se fosse rimasto soddisfatto del servizio ricevuto.

Era un sistema sorprendentemente moderno per l’epoca e rappresentava un primo tentativo di garantire professionalità, riconoscibilità e tutela del viaggiatore.

Quanto costava salire sull’Etna?

Il tariffario del Club Alpino Italiano stabiliva prezzi precisi per i diversi percorsi. Nei primi regolamenti dell’epoca, per essere accompagnati da Nicolosi al Cratere Centrale e ritorno erano previste tariffe ufficiali, differenti a seconda dei servizi richiesti. Venivano regolamentati anche l’utilizzo della Casa Etnea e la presenza di portatori e garzoni.

La salita notturna e il garzone con la lanterna

Le ascensioni ottocentesche verso il cratere erano vere spedizioni. La partenza avveniva spesso durante la notte per consentire ai viaggiatori di raggiungere la zona sommitale nelle prime ore del mattino e assistere allo spettacolo dell’alba dalla parte alta dell’Etna.

Il regolamento prevedeva persino che, nelle notti senza luna piena, alla comitiva potesse essere aggiunto un giovane aiutante, chiamato garzone, incaricato di portare la lanterna durante la salita del cono terminale verso il grande cratere.

Sono dettagli che aiutano a comprendere quanto diversa fosse l’esperienza dell’Etna vissuta da Antonio Contarino e dalle guide del suo tempo.

La Casa degli Inglesi e le Guide dell’Etna

Un punto fondamentale lungo il percorso era la celebre Casa degli Inglesi, conosciuta anche come Casa Etnea. La sua storia era strettamente legata alla famiglia Gemmellaro e allo sviluppo delle escursioni verso la sommità.

Nel 1876 il Club Alpino Italiano ottenne dalla famiglia Gemmellaro l’utilizzo dell’edificio per dodici anni. La struttura divenne così un punto d’appoggio fondamentale per guide e viaggiatori prima dell’ultima parte dell’ascensione verso il Cratere Centrale.

La continuità della tradizione delle guide

Antonio Contarino appartiene alla fase iniziale di una storia destinata a proseguire per generazioni. I documenti successivi del Club Alpino Italiano mostrano come il corpo delle guide venisse continuamente aggiornato, con nuovi ingressi, regolamenti e provvedimenti disciplinari.

Nel 1888, quando il CAI tentò di ampliare il servizio delle guide oltre Nicolosi istituendo stazioni anche in altri paesi etnei, la documentazione testimonia ancora la presenza del cognome Contarino negli elenchi delle guide e degli operatori legati al servizio.

Nello stesso anno la guida Cristoforo Montesanto assunse la guida del corpo e avrebbe mantenuto l’incarico per oltre trent’anni, diventando uno dei protagonisti della generazione successiva.

Antonio Contarino nella storia di Nicolosi

Di Antonio Contarino non disponiamo, almeno nelle principali fonti oggi facilmente consultabili, di una biografia completa con date certe di nascita e morte. Sarebbe quindi scorretto riempire questi vuoti con ricostruzioni non documentate.

Il dato storico certo è però di grande rilievo: quando nel 1877 le guide di Nicolosi furono organizzate formalmente all’interno del sistema del Club Alpino Italiano, Antonio Contarino era il capo del gruppo delle Guide Etnee autorizzate ad accompagnare i viaggiatori fino alla sommità del Cratere Centrale.

Il suo nome merita quindi di essere ricordato nella storia di Nicolosi perché rappresenta uno dei protagonisti del passaggio tra l’antico mestiere delle guide locali e quella organizzazione professionale dell’accompagnamento sull’Etna che sarebbe progressivamente evoluta fino alle moderne guide alpine e vulcanologiche.

Le guide storiche dell’Etna

Antonio Contarino fa parte di una lunga tradizione di uomini di Nicolosi che dedicarono la propria vita alla montagna. Scopri anche le storie di Biagio Motta, Cristoforo Montesanto, Vincenzo Barbagallo, Antonio Nicoloso e degli altri personaggi storici legati a Nicolosi.

Fonti e approfondimenti

Club Alpino Italiano – Sezione di Catania, documentazione storica relativa alla nascita del servizio delle Guide dell’Etna, alla Casa Etnea e ai regolamenti del 1877; Guide Alpine Etna Sud, storia delle Guide dell’Etna e composizione del primo gruppo organizzato nel 1877; documentazione storica del Club Alpino Italiano relativa ai regolamenti, ai tariffari e all’organizzazione delle ascensioni sull’Etna nella seconda metà dell’Ottocento.

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